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  • Mattia Vettorello (Italy)

    Mi chiamo Mattia Vettorello e sono nato a Conegliano nel 1990.
    ​​​​​​​Ho frequentato le scuole superiori a Oderzo all’Istituto Superiore Brandolini Rota.
    Successivamente sono andato in Australia alla ricerca di nuovi stimoli e per allargare i miei orizzonti. Sono ritornato con nuove idee e nuove ambizioni che mi spinsero a laurearmi col voto di 110 e lode nel Novembre del 2013 alla facoltà di disegno industriale nell’Università dellaRepubblica di San Marino.
    Nel Novembre 2014 ho deciso di dare vita al progetto Frostscape che ambisce a trattare di natura, popoli e cultura in maniera innovativa. Sentivo il bisogno di viaggiare e spingermi oltre i limiti.


  • Janusz Golab (Poland)

    Grande arrampicatore, famoso alpinista, attivo in montagna dal 1985. Membro del leggendario "Dream Team" (con Jack Fluder, Stanislaw Piecuch, più tardi anche Grzegorz Skorek), che nel corso degli anni ha realizzato una lunga serie di vie che hanno contribuito alla storia dell'alpinismo polacco, tra cui una salita invernale lungo le pareti del Troll Wall in Norvegia, la prima salita invernale di Manitua sulla parete Nord del Grandes Jorasses nel massiccio del Monte Bianco. Ha anche fatto la prima salita polacca del Piola-Ghilini sulla parete Nord dell'Eiger. Il culmine dei suoi successi è stato nel 1999 quando ha aperto una nuova via su una delle pareti più difficili dell'Himalaya - ila parete del Kedar Dome (Himalaya Gharwalu). Dopo una pausa di quasi 10 anni, Janusz Golab è tornato a scalare nel 2012, ed insieme ad Adam Bielecki, ha fatto la prima salita invernale di Gasherbrum I (8068m). Janusz Golab è stato premiato due volte con il prestigioso premio Colossus e ultimamente ha ricevuto una croce d'oro al merito (nel 2015) dal presidente della Polonia.


  • Nejc Marcic (Slovenia)

    "Sono nato nel 1985 in Slovenia , e risiedo a Bled , una piccola cittadina ai margini delle Alpi Giulie . Pur avendo grandi montagne praticamente fuori dalla porta di casa, ho scoperto la mia passione per l'arrampicata piuttosto tardi, all'età di 20 anni. Ho cominciato questa attività visitando e raggiungendo sentieri e rifugi di montagna da 8 anni e per fortuna, trovato la mia pace nel "mondo verticale". La mia carriera di alpinista mi ha portato dalla Slovenia, in Francia, Bolivia, Perù, Patagonia, Yosemite ed infine al Karakorum ed Himalaya. La mia prima spedizione sull'Himalaya è avvenuta nel 2011 in Pakistan, durante la quale ho aperto una nuova via sul K7 ovest insieme a dei compagni.
    La mia collaborazione con Zamberlan è molto importante per testare e migliorare il mio equipaggiamento che è fondamentale per le mie attività di alpinista e pertanto sono molto felice di far parte del loro team."


  • Simone La Terra (Italy)

    Simone La Terra, classe '81, ha scalato 5 vette di 8000 metri e organizzato personalmente 13 spedizioni tra Himalaya e Karakorum, raggiungendo anche la cima nord del Nanga Parbat nel 2010 e l' antecima del Dhaulagiri il 22 maggio 2013. 
    Da un anno Ambassador Zamberlan, si appresta a partire per il Nanga Parbat, questa volta alla ricerca della cima principale.
    Con lui gli scarponi Everest 8000 "Caldi, confortevoli, grazie alla scarpetta seamless, leggeri e precisi, perfetti per la parete Diamir del Nanga Parbat".


  • Matthew Moniz (USA)

    Matthew Moniz è uno dei più giovani e promettenti alpinisti americani avendo scalato, all’età di 12 anni, tutte le cime più alte degli Stati Uniti. Matt è stato nominato dal National Geografic “Ultimate Adventurers” 2010. 
    Sono state la spedizione al Campo Base dell? Everest a 5.240 metri a e la cima del Kala Patar a 5.640 metri nell’Aprile 2007 all’età di 9 anni a far nascere in Matt l’entusiasmo per l’alpinismo di alta quota.
    Lo scopo di Matt ora è scalare le 7 più alte vette di ciascun continente e ha stabilito il record del mondo divenendo il più giovane alpinista a conquistare la vetta del Cerro Aconcagua, la più alta delle Americhe. Recentemente Matt ha completato un altro record la scalata in velocità delle 50 più alte vette degli Stati Uniti. Matt dal 2009 ha scelto le calzature Zamberlan® per tutte le sue spedizioni.


  • Marek Raganowicz "Regan" (Poland)

    "Naturalmente, arrampico, e arrampicare è importante per me. Mi piace anche viaggiare, scrivere, fotografare e raccontare storie. 
    Mi piace pensare di essere all'inizio di queste avventure, anche se ho già scalato molte pareti e montagne. 
    Arrampicare mi affascina: l'intensità dell'esperienza, la natura varia che ci circonda in montagna, le sfide, la solitudine, l'amicizia, e il modo in cui le persone possono essere sopraffatte dalla loro passione per la montagna e l'arrampicata. 
    Potrei dire di più, ma ogni tanto è meglio lasciare le cose non spiegate... Sappiamo solo la metà della verità, e la maggior parte delle cose e delle persone rimane inspiegabile, sconosciuta... "
    Ultima impresa: nuova via sulla Great Trango Tower (2013).


  • Kevin Richardson (South Africa)

    Kevin’s unique relationships with these large predators have opened many doors and captivated the imagination of many people throughout the world.  He has presented and produced several documentaries that detail his relationships with the animals and highlight the plight of lions both in captivity and in the wild. Kevin has also written a book appropriately named, "Part of the Pride" detailing his work over the years with the large carnivores and is now affectionately known by his fans worldwide as “The Lion Whisperer”.  Zamberlan is very proud to have Kevin as member of the Zamberlan Ambassadors Team because our equipment is suitable for his work and activities involving large predators.


  • Mario Walder (Austria)

    Nome: Mario Walder
    Anno di nascita: 1978
    Città: Amlach (Eastern Tyrol), Austria

    Quanto importante è l'etica nell'alpinismo e quali sono i tuoi principi?
    Per me, l'etica ha un valore molto importante.
    Ho compiuto quasi tutte le mie ascese con uno stile classico. A mio parere è molto importante che le vie classiche rimangano tali, rispettando e ripetendo lo stile utilizzato dal primo scalatore che ha aperto quelle vie. Secondo me non c'è nulla di più bello come scoprire con gli amici nuove vie in montagna.

    Cosa faresti se non avessi più la possibilità di scalare?
    Non penso mai a quest'eventualità. Io scalo e basta.

Mattia Vettorello (Italy)

Mi chiamo Mattia Vettorello e sono nato a Conegliano nel 1990.
​​​​​​​Ho frequentato le scuole superiori a Oderzo all’Istituto Superiore Brandolini Rota.
Successivamente sono andato in Australia alla ricerca di nuovi stimoli e per allargare i miei orizzonti. Sono ritornato con nuove idee e nuove ambizioni che mi spinsero a laurearmi col voto di 110 e lode nel Novembre del 2013 alla facoltà di disegno industriale nell’Università dellaRepubblica di San Marino.
Nel Novembre 2014 ho deciso di dare vita al progetto Frostscape che ambisce a trattare di natura, popoli e cultura in maniera innovativa. Sentivo il bisogno di viaggiare e spingermi oltre i limiti.

Janusz Golab (Poland)

Grande arrampicatore, famoso alpinista, attivo in montagna dal 1985. Membro del leggendario "Dream Team" (con Jack Fluder, Stanislaw Piecuch, più tardi anche Grzegorz Skorek), che nel corso degli anni ha realizzato una lunga serie di vie che hanno contribuito alla storia dell'alpinismo polacco, tra cui una salita invernale lungo le pareti del Troll Wall in Norvegia, la prima salita invernale di Manitua sulla parete Nord del Grandes Jorasses nel massiccio del Monte Bianco. Ha anche fatto la prima salita polacca del Piola-Ghilini sulla parete Nord dell'Eiger. Il culmine dei suoi successi è stato nel 1999 quando ha aperto una nuova via su una delle pareti più difficili dell'Himalaya - ila parete del Kedar Dome (Himalaya Gharwalu). Dopo una pausa di quasi 10 anni, Janusz Golab è tornato a scalare nel 2012, ed insieme ad Adam Bielecki, ha fatto la prima salita invernale di Gasherbrum I (8068m). Janusz Golab è stato premiato due volte con il prestigioso premio Colossus e ultimamente ha ricevuto una croce d'oro al merito (nel 2015) dal presidente della Polonia.

Nejc Marcic (Slovenia)

"Sono nato nel 1985 in Slovenia , e risiedo a Bled , una piccola cittadina ai margini delle Alpi Giulie . Pur avendo grandi montagne praticamente fuori dalla porta di casa, ho scoperto la mia passione per l'arrampicata piuttosto tardi, all'età di 20 anni. Ho cominciato questa attività visitando e raggiungendo sentieri e rifugi di montagna da 8 anni e per fortuna, trovato la mia pace nel "mondo verticale". La mia carriera di alpinista mi ha portato dalla Slovenia, in Francia, Bolivia, Perù, Patagonia, Yosemite ed infine al Karakorum ed Himalaya. La mia prima spedizione sull'Himalaya è avvenuta nel 2011 in Pakistan, durante la quale ho aperto una nuova via sul K7 ovest insieme a dei compagni.
La mia collaborazione con Zamberlan è molto importante per testare e migliorare il mio equipaggiamento che è fondamentale per le mie attività di alpinista e pertanto sono molto felice di far parte del loro team."

Simone La Terra (Italy)

Simone La Terra, classe '81, ha scalato 5 vette di 8000 metri e organizzato personalmente 13 spedizioni tra Himalaya e Karakorum, raggiungendo anche la cima nord del Nanga Parbat nel 2010 e l' antecima del Dhaulagiri il 22 maggio 2013. 
Da un anno Ambassador Zamberlan, si appresta a partire per il Nanga Parbat, questa volta alla ricerca della cima principale.
Con lui gli scarponi Everest 8000 "Caldi, confortevoli, grazie alla scarpetta seamless, leggeri e precisi, perfetti per la parete Diamir del Nanga Parbat".

Matthew Moniz (USA)

Matthew Moniz è uno dei più giovani e promettenti alpinisti americani avendo scalato, all’età di 12 anni, tutte le cime più alte degli Stati Uniti. Matt è stato nominato dal National Geografic “Ultimate Adventurers” 2010. 
Sono state la spedizione al Campo Base dell? Everest a 5.240 metri a e la cima del Kala Patar a 5.640 metri nell’Aprile 2007 all’età di 9 anni a far nascere in Matt l’entusiasmo per l’alpinismo di alta quota.
Lo scopo di Matt ora è scalare le 7 più alte vette di ciascun continente e ha stabilito il record del mondo divenendo il più giovane alpinista a conquistare la vetta del Cerro Aconcagua, la più alta delle Americhe. Recentemente Matt ha completato un altro record la scalata in velocità delle 50 più alte vette degli Stati Uniti. Matt dal 2009 ha scelto le calzature Zamberlan® per tutte le sue spedizioni.

Marek Raganowicz "Regan" (Poland)

"Naturalmente, arrampico, e arrampicare è importante per me. Mi piace anche viaggiare, scrivere, fotografare e raccontare storie. 
Mi piace pensare di essere all'inizio di queste avventure, anche se ho già scalato molte pareti e montagne. 
Arrampicare mi affascina: l'intensità dell'esperienza, la natura varia che ci circonda in montagna, le sfide, la solitudine, l'amicizia, e il modo in cui le persone possono essere sopraffatte dalla loro passione per la montagna e l'arrampicata. 
Potrei dire di più, ma ogni tanto è meglio lasciare le cose non spiegate... Sappiamo solo la metà della verità, e la maggior parte delle cose e delle persone rimane inspiegabile, sconosciuta... "
Ultima impresa: nuova via sulla Great Trango Tower (2013).

Kevin Richardson (South Africa)

Kevin’s unique relationships with these large predators have opened many doors and captivated the imagination of many people throughout the world.  He has presented and produced several documentaries that detail his relationships with the animals and highlight the plight of lions both in captivity and in the wild. Kevin has also written a book appropriately named, "Part of the Pride" detailing his work over the years with the large carnivores and is now affectionately known by his fans worldwide as “The Lion Whisperer”.  Zamberlan is very proud to have Kevin as member of the Zamberlan Ambassadors Team because our equipment is suitable for his work and activities involving large predators.

Mario Walder (Austria)

Nome: Mario Walder
Anno di nascita: 1978
Città: Amlach (Eastern Tyrol), Austria

Quanto importante è l'etica nell'alpinismo e quali sono i tuoi principi?
Per me, l'etica ha un valore molto importante.
Ho compiuto quasi tutte le mie ascese con uno stile classico. A mio parere è molto importante che le vie classiche rimangano tali, rispettando e ripetendo lo stile utilizzato dal primo scalatore che ha aperto quelle vie. Secondo me non c'è nulla di più bello come scoprire con gli amici nuove vie in montagna.

Cosa faresti se non avessi più la possibilità di scalare?
Non penso mai a quest'eventualità. Io scalo e basta.