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8 marzo: Zamberlan dedica la Giornata internazionale della donna a “Marie du Mont Blanc” e a tutte le pioniere dei nostri tempi.

La storia di Marie, la prima donna a salire sul Monte Bianco, ci fa riflettere sulle salite che oggi le donne devono affrontare. Nella giornata dell’8 Marzo il nostro contributo va al Telefono Rosa, realtà che aiuta donne vittime di violenze e soprusi.

03/03/2020

Un cognome che sembrava già segnare quella che sarebbe stata la sua più grande impresa: sfiorare il cielo con un dito dalla cima del “tetto d’Europa”. Si tratta di “Marie Paradis” e la sua storia, più vera che mai, è ambientata nei primissimi anni del 1.800 a Chamonix. Prestava servizio in una locanda di paese e non aveva né esperienza alpinistica né ambizioni da scalatrice di montagne. Quello che era destinato a diventare un importante primato nella storia delle ascensioni, in realtà nacque proprio da un evento casuale e sicuramente non programmato a tavolino, come richiederebbe una spedizione.
Fu così che Marie ricevette la folle proposta di salire sul Monte Bianco da Jaques Balmat, già famoso per essere stato il primo a piantare la bandiera su quella stessa vetta insieme al compagno di cordata Paccard. Probabilmente Balmat era intenzionato a dare corda alla sua notorietà per portarla ancora un po’ più in alto, consapevole di far nascere un dibattito acceso per aver convinto una donna a compiere un’azione degna di pochi uomini valorosi. Dall’altra l’umile Marie, estranea a mire di successo, al massimo avrebbe aspirato a ricavare un po’ di rispetto dagli alpinisti di passaggio nella locanda. In ogni caso, nella guida che avanzò l’idea e nella donna che accettò l’invito, c’era la voglia di affrontare una sfida ardua tanto dal punto di vista fisico quanto sul piano culturale.
Il cammino riservò ai tre non poche insidie, tuttavia il 14 Luglio del 1808, Jacques, Marie e il figlio quattordicenne Gédeéon portarono a compimento questa grande impresa. Marie, non avendo preparazione fisica e nemmeno un equipaggiamento adeguato si trovò in seria difficoltà. Al suo ritorno la donna raccontò che nell’ultima parte della salita, esausta e con la mente appannata, chiese di essere lasciata sulla montagna. Con l’aiuto dei compagni riuscì a salire in vetta, per poi discendere stremata a valle.
 
Cosa resta oggi della prima donna che raggiunse la vetta del Monte Bianco?
 
Quella di Marie Paradis, o “Marie du Mont Blanc” come fu nominata al ritorno, non fu certo un’ascesa memorabile in termini di performance. Oltre alle targhe su scuole, vie e passeggiate in sua memoria, rimane il significato profondo di questa salita verso ciò che per una donna era considerato impossibile e vietato dal senso comune. Fu certamente un punto di partenza cruciale, che aprì la strada ad altre donne che da lì in poi si cimentarono in nuove spedizioni. Resta ancora oggi un grande esempio di tenacia e determinazione per tutte le persone, indistintamente dal genere, che ogni giorno compiono piccole e grandi imprese e per coloro che sentono dentro un “richiamo” che non possono ignorare.
Chi si anima davanti alla maestosità di un massiccio, spinto dalla voglia di confrontarsi con i propri limiti e di vivere un’avventura profonda, conosce bene le sensazioni che si provano. Non è diverso chi sceglie di conquistare altre mete, portando avanti con tutte le energie un’idea in cui crede.
Per questo ci è cara la storia di Marie e di tutte le donne che a partire da quel 14 Luglio 1808 hanno avuto il coraggio di scalare le pareti insidiose del pregiudizio.
 

Come nasce “Epic Women”, la linea di scarponi da trekking pensati per la donna

 
Abbiamo scelto di dedicare la linea di scarponi da trekking “Epic Women” a Marie Paradis, Amelia Edwards ed Henriette D’Angeville, tre protagoniste dell’alpinismo degne di essere ricordate ancora oggi per aver scardinato dei preconcetti che precludevano alle donne di vivere un’esperienza importante ed unica.
Se per la montagna uomini e donne hanno lo stesso valore, per noi plasmare un prodotto sulle caratteristiche fisiche e sulle esigenze di comfort delle donne ha un significato altrettanto particolare. Portare avanti una filosofia basata sull’artigianalità, si traduce nella creazione di scarponi che rispecchiano le necessità di chi cerca il benessere in ogni situazione. Per questo la tomaia è stata pensata a partire dalla conformazione del piede femminile. I materiali tecnici e il design viaggiano nel solco di un’attitudine consolidata, che pone attenzione ad ogni dettaglio costruttivo, rendendo questi scarponi da trekking adatti ad un’ampia gamma di attività all’aperto e in ogni condizione metereologica.

Scarponi da trekking donna: modello 330 Marie Gxt
 
Uno scarpone ideale per il trekking e backpacking, ideato per le donne che desiderano affrontare escursioni di ogni livello garantendo al piede il massimo comfort.
La tomaia realizzata con morbido pellame toscano, si unisce alla fodera in Gore-Tex Performance Comfort che offre la massima traspirabilità in qualsiasi condizione meteorologica.
Sicurezza di appoggio e grip su ogni tipologia di terreno sono garantiti dalla suola Vibram® Lite Wolf. La disposizione dei tappi è stata studiata per evitare l’accumulo di materiale e un appoggio sempre stabile.


 
Ci auguriamo che la linea “Epic Women” possa diventare il simbolo di tutte le donne di oggi e di domani, determinate a far emergere il proprio valore in diversi ambiti della vita, camminando sulle tracce di Marie, Amelia ed Henriette.
Per questo motivo, nella giornata internazionale della donna vogliamo devolvere il 15% delle vendite del nostro negozio on-line raccolte nel weekend (dal 7 all'8 marzo) al Telefono Rosa. L’organizzazione offre supporto attraverso un centralino attivo 24 ore su 24, gestito da volontarie esperte nell’ascolto e nell’accoglienza di donne vittime di violenza. A questo servizio si aggiunge poi il lavoro da parte consulenti in ambito legale, psicologico e sociale in un centro dedicato.