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I segreti per affrontare salita e discesa in montagna

Camminare in salita o discesa non è la stessa cosa che farlo su tratti pianeggianti. Bisogna prestare particolare attenzione a dove e come si mettono i piedi per evitare infortuni o spiacevoli sorprese. Scopri in questo articolo tutte le tecniche per affrontare salite e discese nel modo più corretto!

11/10/2018

Salita o discesa? L'istinto farebbe rispondere ai più: “Meglio la discesa”. Tanti invece preferiscono la salita: magari costa più fatica, ma alla fine si è ricompensati dalla soddisfazione di arrivare in vetta e dallo spettacolo che solitamente si gode da lì. Per molti la discesa è la parte più noiosa: si è stanchi, non si deve l'ora di arrivare in fondo e si è particolarmente esposti al rischio di infortuni. Ginocchia e caviglie infatti in questo tipo di tratti sono sollecitati più che mai. In ogni caso bisogna tenere presente che su un terreno ripido e magari anche irregolare o scivoloso, l'attenzione di chi cammina deve essere massima. Avere delle buone scarpe da trekking dotate di suole con grip eccellente è già un ottimo punto di partenza, ma bisogna anche adottare delle tecniche e dei movimenti consoni al tipo di superficie che si affronta. 
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5 tecniche per camminare in salita o discesa in montagna

  1. Mantenere la postura giusta

Per avere una buona aderenza al terreno, oltre ad indossare calzature adeguate e specifiche, è bene adottare alcuni specifici comportamenti: il primo riguarda la postura. Un errore che spesso si commette è dettato dall'istinto di frenare su terreni ripidi e sdruccevoli. Ciò porta a spostare il corpo, e quindi il baricentro, all'indietro. La conseguenza è però che il peso sui piedi diventa più leggero e si perdono grip sulla superficie e si rischia di scivolare. La postura corretta da tenere, sia in salita che in discesa, è quella con le ginocchia piegate e busto leggermente flesso in avanti per mantenere un equilibrio bilanciato sopra i piedi.

  1. La tecnica del passo incrociato

Quando il terreno è molto inclinato e mobile, con ghiaia fine o media, è utile proseguire con il "passo incrociato". Consiste semplicemente in un passo laterale durante il quale il baricentro è ruotato rispetto alla linea di salita. In questo modo la pianta del piede è interamente a contatto con il suolo e si diminuisce la possibilità di scivolare. Il peso deve essere completamente spostato sul piede a monte, poi si muove quello a valle incrociando le gambe e quindi il passo. Muovendo il bacino ancora verso monte, il carico viene trasferito sull'arto che abbiamo incrociato e quindi ci spostiamo verso l'alto.

  1. Prima il tallone

In discesa, è molto importante mantenere sempre una buona centralità e quindi il giusto equilibrio. Fondamentale è non inclinarsi troppo a monte per paura di scivolare perchè, in questo modo, il rischio di sbilanciamento aumenta considerevolmente. All'aumentare della ripidità del pendio è bene bilanciare il busto leggermente in avanti piegandolo leggermente, flettere le ginocchia ed accorciare il passo. La regola da seguire sempre è di appoggiare prima il tallone e poi il resto della pianta. In alternativa è possibile utilizzare la tecnica del mezzo passo: corpo e piedi in posizione laterale rispetto alla montagna e, caricando il peso sul piede che sta più in alto, si abbassa l'altro. Se invece il terreno è davvero molto ripido, allora conviene procedere con la faccia rivolta a monte, a ritroso.
Ricordatevi sempre di cercare di avere le mani libere, in caso dobbiate appoggiarle per sostenervi, oppure di utilizzare i bastoncini da trekking per aiutarvi durante la discesa.

  1. Il piede di traverso

Una tecnica chiamata “camminata in traverso”. A cambiare è la posizione del piede a valle, che deve essere ruotato verso l'esterno. Così facendo tutta la pianta poggia sul terreno, ottenendo un effetto stabilizzante. Ovviamente viene spontaneo anche piegare leggermente il corpo verso valle, ma è fondamentale che il baricentro si mantenga sul punto di appoggio. La camminata normale, infatti, con busto e piedi rivolti in direzione di marcia, su terreni ripidi, rischia di portare il baricentro verso monte.

  1. Prima le mani, poi i piedi

Un'ultima tecnica a cui è necessario fare riferimento parlando di come affrontare salite e discese in montagna è quella da utilizzare nel caso si incontrino rocce o piccoli salti da scalare. Per chi non è pratico c'è un consiglio essenziale da seguire: tenere le mani in basso e salire con i piedi. Ovvero con le dita bisogna afferrare gli appigli che si trovano all'altezza della testa e poi si spinge con le gambe per muoversi verso l'alto. Allo stesso modo, per scendere, sono i piedi a rimanere alti e si abbassano le mani il più possibile.

 

Alcuni consigli utili su come affrontare la salita in montagna



Camminare ben equipaggiati
Bisogna avere tutto l'indispensabile, ma senza esagerare. A meno che non ci si stia preparando ad un trekking di più giorni, allora è inutile portare con sé zaini enormi con dentro cose superflue. Il necessario e, certamente, qualcosa per far fronte ad improvvise emergenze, soprattutto se il tempo è instabile. In ogni caso preparare lo zaino correttamente è fondamentale: bisogna distribuire il peso equamente. Oltre allo zaino, durante salite e discese, possono tornare utili i bastoncini da trekking, regolabili a diverse altezze, che alleggeriscono un po' peso sulle gambe e aiutano a regolare il passo.

Seguire il proprio ritmo
A proposito di passo un'altra buona abitudine da non perdere in quota, soprattutto nell'affrontare la salita, è non voler strafare per seguire gente più allenata. È fondamentale che ognuno trovi il suo passo, senza fretta o smania di arrivare in cima. “Chi va piano va lontano”, si dice, soprattutto se non si è abituali frequentatori della montagna.  Seguire qualcuno più esperto che abbia un ritmo adatto al proprio è sicuramente invece un'ottima idea. Allo stesso tempo, oltre a trovare la giusta andatura, è bene regolarla alla respirazione, per evitare di dover continuamente fermarsi. 

Soste sì, ma non troppe
Fermarsi per riprendere fiato è necessario, ma ci sono alcune consuetudini che è bene rispettare. Ad esempio il detto “poche, ma buone” è sicuramente valido anche riguardo alle fermate lungo un sentiero. In salita è certo permesso riposarsi, per mettere qualcosa sotto i denti, o magari fare una foto. Ciò che sarebbe meglio evitare di fare è sedersi: meglio rallentare l'andatura e arrivare ad una zona pianeggiante per riprendere il fiato. Cosa mangiare durante una pausa? Per recuperare energie è consigliato mangiare del cioccolato o meglio ancora della frutta secca e, ovviamente, avere sempre alla portata dell'acqua, ancora meglio se con dei sali minerale, soprattutto quando si affrontano salite impegnative. 
 

Suggerimenti per affrontare la discesa

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Fare attenzione
Potrà sembrare banale, eppure spesso si pensa che la discesa sia la parte più semplice di un'escursione in montagna, ma non è affatto così. Il rischio di rimediare infortuni o inceppare in qualche incidente di percorso è molto più alto quando si cammina su pendii all'ingiù. Perché? In primis perché al ritorno solitamente si è stanchi e quindi meno lucidi e poi perché la tendenza naturale è quella di aumentare il passo, che è una pessima idea. Il consiglio è di mantenere la propria andatura e rimanere ben concentrati sul sentiero. 

Ammirare ciò che ci sta intorno
La discesa è sicuramente il momento giusto per fare foto e godersi lo spettacolo che offre la montagna. Ovviamente, da fermi! Macchine fotografiche e telefonini devono rimanere al loro posto nello zaino mentre si cammina, anche perché, come abbiamo già detto, il rischio di scivolare aumenta.